Ma io ho deciso di ribaltare la domanda: chi NON vorrei mai come coinquilino?
E credetemi, la lista è lunga. Ma in cima ci sta lui: Gregor Samsa, il povero protagonista de La metamorfosi di Franz Kafka.
Ora, non me ne voglia il caro Kafka, ma ditemi: svegliarsi una mattina e scoprire che il proprio coinquilino si è trasformato in un gigantesco insetto che striscia per casa... non è esattamente l’inizio di una convivenza da sogno.
Altro che piantine di Ikea sul davanzale e Netflix sul divano: ti ritrovi con un coinquilino che lascia zampette dappertutto, occupa il corridoio e probabilmente si mangia i tuoi biscotti (con quelle mandibole, chi osa dirgli di no?).
E vogliamo parlare delle visite degli amici?
"Scusa, non possiamo venire da te: sai, quel piccolo inconveniente del coleottero gigante che ti fa da coinquilino…"
Addio cene, addio serate: la tua vita sociale muore schiacciata sotto le elitre di Gregor.
E poi il rumore. Non oso immaginare i passi di un insetto grande come un uomo che zampetta sul parquet. Altro che vicini molesti: questo è il livello successivo dell’incubo condominiale.
Insomma, povero Gregor, gli voglio bene (a tratti), ma come coinquilino… no grazie. Preferisco anche il peggiore degli inquilini umani: quello che lascia i piatti nel lavello o dimentica di pagare l’affitto. Almeno non ha antenne e non dorme appeso al soffitto.
La morale della storia?
Quando scegliamo un libro, ci innamoriamo dei personaggi, ma se li portassimo nella vita reale, molti diventerebbero un incubo. Forse è meglio che restino sulla pagina, dove non ci rubano biscotti né spazio vitale.
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